IL PRIMO STATO CON UN ARCHIVIO

archiviove4La Serenissima fu il primo Stato che creò un Archivio dove conservare tutti gli Atti deliberati dal Maggior Consiglio….. Continua a leggere

LA DEDIZIONE ALLA GIUSTIZIA DEI PATRIZI VENETI, RICHIESTI ANCHE DA TUTTE LE CITTA’ “FORESTE”

“DEO ET PATRIAE OMNIA DEBEO” sta ancora scritto sul frontone di un palazzo patrizio veneziano.

La Giustizia tra i santi Michele e Gabriele, 1421. Trittico Tempera su tavola con Venezia ...

La Giustizia tra i santi Michele e Gabriele, 1421. Trittico Tempera su tavola con Venezia …

La fama di correttezza, saggezza, onestà e dedizione del patriziato veneziano si spande  ben presto ben al di fuori del Dogado. Sono richiesti un po’ dappertutto nelle città “foreste”, come giudici, come podestà perché garantiscono di essere al servizio del bene collettivo. Questo però incomincia, nel Medio Evo, a causare una vera e propria emorragia di talenti che invece devono essere al servizio della Patria veneta.  Venezia è costretta ad emanare una legge che stabilisca “che i patrizi spendano i loro talenti soltanto per la loro patria e proibisce loro di accettare il posto di Podestà per amministrare giustizia in città non facenti parte del dominio veneziano.  E’ l’anno 1274.  Essi sono famosi per la loro cultura, saggezza e sapienza, per cui molte città italiane li ingaggiano: “La più antica memoria di patrizi chiamati a render giustizia nelle città italiane è del 1186, ‘ nel quale anno Matteo Quirini fu pretore a Treviso (lo scrisse Molmenti) . La legge sarà revocata dopo tre anni.

CASTELFRANCO NASCE NEL 1199 GRAZIE A 100 FAMIGLIE TREVIGIANE…

castelfranco… che vi fondano un castrum francum, cioè un castello dove gli abitanti sono dispensati dal pagamento delle imposte (posto ideale per un odierno libertarian ). Il castello, circondato da alte mura e difeso da cinque torri, si trova in posizione strategica, prossimo alla confluenza di strade importanti, e fa gola a molti.castelf02-512x300

Padova cerca di impadronirsene (1215),  e poi anche Feltre. La occupano invece gli Ezzelini che la conservano fino al 1259. Dominata anche dai Conti da Camino e dagli Scaligeri, Castelfranco passa sotto la Repubblica il 1339, ma poi conosce un breve periodo padovano, prima di donarsi a Venezia e seguirne le vicende.

Giovanni Distefano

IL SECOLO DEI LUMI? A VENEZIA INIZIO’ GIA’ NEL MEDIO EVO .. MA DI ALTRI LUMI NARRIAMO :)

downloadNel 1128 Venezia era già una metropoli importante, tanto che gli imperatori di Bisanzio la trattavano con rispettoe la corteggiavano. Come tutti le metropoli di allora aveva qualche problema di ordine pubblico, specie di notte, dato che i vicoli e le calli erano completamente al buio.  Il governo decise così di illuminare le strade meno sicure con dei cesendeli, piccole lampade ad olio appese ai muri, tutto a spese della Repubblica, mentre la manutenzione era affidata ai parroci ai quali si chiederà di far installare anche piccoli  capitelli votivi, in modo che anche i santi potessero contribuire a proteggere i viandanti.  Ma non bastò l’illuminazione per frenare furti e rapine per cui si rafforzò la ronda notturna dei Fanti.img266-1

Passano gli anni, Venezia si ingrandisce sempre di più, ma aumenta anche il problema della delinquenza notturna, fino a che nel 1397 si decretò di porre quattro grosse lampade sotto i portici del ponte di Rialto e si rese obbligatorio l’uso del lume personale per chi girava in città. Per le calli è uno spettacolo incontrare persone con ogni sorta di lume.

I ricchi si fanno procedere da un uomo munito di lanterna, chiamato el codega , dal greco odegos (guida). Fare il codega diventa quindi una professione che in seguito si trasformerà in quella di impizadori  quando si introdurranno i ferai (lampade ad olio difese da un bulbo di vetro).  All’inizio del XVIII secolo i negozianti contribuiranno all’illuminazione serale tenendo fuori dal proprio negozio una lanterna

sunto da Atlante storico della Serenissima di Giovanni Distefano