Canal Grande, la strada più bella.

  • 251120146832Philippe De Commynes (1445-1511) nobile gentiluomo di corte dei re di Francia,  nel 1495 venne nominato ambasciatore presso la repubblica Serenissima da Carlo VIII°.   Una volta ritiratosi a vita privata, raccolse in  alcuni libri le sue memorie , cronache dei viaggi in giro per l’Europa, ricchi di  osservazioni sulla vita politica e la società. A lui dobbiamo una delle  testimonianze sulla Venezia dei ”secoli d’oro”.
    Così descrisse il suo arrivo nella città dei Dogi, trasportato in gondola sul Canal Grande.
    de_Commines
    ”Fui invitato a sedermi in mezzo a due ambasciatori, e furono questi che mi condussero per la grande strada, che essi chiamano il canale grande e che è davvero molto larga. Le galee ci passano attraverso, e ho visto anche navi di 400 tonnellate e più vicino alle case. 2901201611637È davvero la strada più bella che ci possa essere, io credo, nel mondo […]. Le case sono molto alte e grandi, quelle vecchie sono costruite con buona pietra e sono tutte dipinte […] le altre risalgono a cento anni fa […] tutte hanno la facciata di marmo che viene dall’Istria, a 100 miglia di là, e grandi pezzi di porfido e di serpentino sulle facciate.
    E’ la città più trionfante che abbia mai visto, quella che tributa più onori ad ambasciatori e stranieri, che si governa più saggiamente e in cui il culto di Dio è celebrato più solennemente. E per quanto vi possano essere altre colpe,credo che Dio li protegga. per la reverenza che dimostrano nei confronti della Chiesa.,,venezia stampa 1400

     Venezia-Stampa del XV° secolo.

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Capolavori della Ca’ d’oro:San Sebastiano di Andrea Mantegna

Andrea Mantegna era nato nel Padovano nel 1431, a Isola di Carturo, che dal 1963 si chiama Isola Mantegna in onore del suo figlio più illustre.Figlio di un umile falegname, ancora bambino fu guardiano di bestiame, poi aiutante nella bottega del pittore Squarcione. Diciassettenne e consapevole del suo valore di artista, il giovane Andrea se ne andò per non essere più sfruttato. La sua prima opera conosciuta è un San Marco, oggi conservato a Francoforte.san marco Andrea_Mantegna_087Andrea Mantegna. San Marco. Continua a leggere

Vittorio Emanuele in Riva degli Schiavoni, impiracolombi

  • Spulciando su Tripadvisor, il noto sito informativo per viaggiatori, tra le attrattive di Venezia, al 129° posto possiamo ritrovare un arnese che tutto si potrebbe definire, tranne che bello. Turisti di mezzo mondo trovano ugualmente bello e interessante il monumento e degno di lode il personaggio raffigurato, evidentemente hanno uno strano concetto dell’Arte e scarsa conoscenza della storia della città che stanno visitando. Monumento_a_Vittorio_Emanuele_II_(1887)_-_Foto_Giovanni_Dall'Orto,_12-Aug-2007_-_02
    Si tratta del monumento a Vittorio Emanuele, cosiddetto padre della cosiddetta patria, primo sovrano del regno d’Italia ma II° del suo nome. Questo monumento equestre gli fu dedicato  in occasione del decimo anniversario della scomparsa, avvenuta nel gennaio 1878. Tale imponente opera in bronzo fu realizzata dallo scultore romano Ettore Ferrari e fu piazzata in Riva degli Schiavoni nel 1887. All’inaugurazione presenziarono re Umberto I e la regina Margherita.
    Una copia del monumento era stata posizionata, inizialmente, proprio di fronte al Palazzo Ducale sul lato verso il bacino San Marco. Per fortuna, constatato che la bruttura, ops,  l’opera, era decisamente fuori contesto in quel luogo, si decise  di spostarla. A Venezia, per circa un millennio, non era mai stato consentito a nessuno di erigere monumenti davanti alla Basilica di San Marco. Il grande Bartolomeo Colleoni aveva lasciato una ingente somma perchè  gli fosse stata eretta una statua davanti a San Marco. La Repubblica, pur grata al Colleoni,  non volendo rinunciare al denaro e nemmeno ai propri principi, aveva trovato un escamotage. Una superba statua equestre del condottiero bergamasco, di ben altro valore artistico, sorge tuttora in Campo San Zanipolo, tra la Basilica e la Scuola Grande  di San Marco, oggi trasformata in Ospedale civile.
    La statua  di Vittorio Emanuele II a cavallo, con la spada sguainata in alto  che gli ha meritato l’appellativo di ”impiracolombi”  è sistemata in Riva degli Schiavoni, frequentatissimo luogo di incontro e di passeggio, a disturbare con la sua mole la veduta del Bacino di San Marco.Venezia_-_Ettore_Ferrari_(1848-1929),_Monumento_a_Vittorio_Emanuele_II_(1887)_-_Foto_Giovanni_Dall'Orto,_12-Aug-2007_-_27 Due dei lati sottostanti l’ alto basamento marmoreo sono decorati da bassorilievi , sugli altri due  dominano sculture femminili allegoriche, una dell’Italia che brandisce una spada, l’altra di Venezia ”libera e signora” in quanto non più sotto il dominio austriaco. Ai loro piedi giacciono due leoni ruggenti, simbolo della sottomissione di Venezia, avvenuta a seguito dell’annessione della città al Regno d’Italia del 1866. 261120146931
    Nel dettaglio, le cifre scolpite del plebiscito fasullo con cui le popolazioni venete sono state arbitrariamente assoggettate al regno d’Italia nell’ottobre 1866. 2005201612964

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201 anni fa: a Waterloo Napoleone come nemico ebbe anche le emorroidi. Disturbi e fisico spiegano la sua personalità disturbata ?

  • Slag bij Mont-Saint-Jean of Salg bij Waterloo18 juni 1815

    Waterloo 18 juin 1815

    di Luigina Pizzolato

    Chissà perché in Italia nessuna via o piazza è dedicata a Waterloo, considerato  sinonimo solo di disfatta e catastrofe. Eppure esistono anche vie dedicate a Lissa e a Custoza, a Waterloo la catastrofe non è stata nostra.

    A Waterloo, a pochi chilometri da Bruxelles, 101 anni fa, il 18 giugno 1815 Napoleone fu sconfitto definitivamente.  Ad avere ragione dell’esercito francese furono le truppe britanniche comandate dal generale Wellington e quelle prussiane comandate da Blücher della settima coalizione, che  raccoglieva militari di varie lingue e origini. waterloo_napoleon_aware_of_his_defeat

    A 46 anni Napoleone non era più il vigoroso condottiero degli anni  giovanili, ma un uomo malato, appesantito, affetto da cistiti ricorrenti, scabbia, disturbi cronici del fegato e da una gastrite probabilmente ulcerosa.(Di un male allo stomaco, probabilmente un cancro, sarebbe morto 6 anni più tardi a Sant’Elena.) Da sempre soffriva di stitichezza, il fratello Gerolamo  gli aveva suggerito anni prima di usare le sanguisughe come terapia per le emorroidi conseguenti alla stipsi, come lui stesso aveva fatto con successo.

    Un violento attacco di emorroidi aveva colpito Napoleone proprio in occasione della battaglia di Waterloo. Tanto grave da impedirgli di partecipare alle azioni obbligarlo a camminare a gambe larghe e a rimanere seduto al tavolino da campo.

    Le emorroidi, dette anche ”mal della sella” gli impedirono di cavalcare e lo costrinsero a difficoltosi spostamenti in carrozza,  in gran parte la battaglia fu condotta da Napoleone da dietro le sue truppe, seduto. A un certo punto i dolori si fecero talmente forti che l’imperatore fu costretto a  farsi applicare dai  medici impacchi di acetato di piombo sulla parte infiammata e dosi massicce  di laudano (tintura d’oppio), che notoriamente provoca torpore.. Tutto questo mentre dall’ altra parte il rivale Wellington cavalcava instancabile da un lato all’altro del suo schieramento.

    Non è difficile immaginare come le sue capacità di comando in simili condizioni risultassero fortemente compromesse. Tra i suoi marescialli erano tornati molti  di quelli che avevano tradito dopo l’esilio all’Elba, ma  non erano più affidabili come ai tempi migliori. La premesse per una disfatta c’erano tutte, da ultime si aggiunsero le condizioni sfavorevoli del terreno, dovute al maltempo.
    In quella epica giornata la fortuna arrise  al Duca di Wellington, che come souvenir ricevette in dono dal suo governo l’enorme statua, opera di Canova, che Napoleone non aveva gradito. Tuttora conservata nell’atrio di casa, dagli eredi, trofeo offerto all’ammirazione dei turisti.
    napoleo
    I  tanti disturbi da cui era affetto probabilmente hanno contribuito a rendere il carattere di Napoleone … quello che era. Era piccolo di altezza e questo avrebbe determinato una  sua sete di rivalsa sul mondo. Si risentì anche con lo scultore Canova, che nella famosa statua lo aveva ritratto nudo e di altezza troppo imponente, sospettando che l’artista volesse intenzionalmente sottolineare la sua bassa statura.Napoleon-Canova-London_JBU01Questa particolare sindrome, detta anche ”del nano” o complesso di Napoleone si manifesta con  blocchi psicologici che possono essere simili e ascrivibili a quelli del più tradizionale complesso di inferiorità, con l’aggravante appunto dalla scarsa statura che può sminuire le capacità. Coloro che ne sono affetti sono quindi più insicuri ma anche molto più aggressivi, per compensare la sensazione di essere troppo piccoli in un mondo di grandi. Questo  determinerebbe  maggiore gelosia, ambizione e volontà di rivalsa ed esporrebbe maggiormente a comportamenti discutibili e a volte pericolosi nei confronti delle altre persone. E’ una sindrome psicologica che non ha evidenze scientifiche rilevanti, ma alcuni biologi e ricercatori australiani hanno studiato e osservato che nel mondo animale è facile osservare comportamenti che riconducono a questo particolare complesso.

Sorpresa, ovvero l’ermafrodito studiato da Canova.

ermafrodito-dormiente-Louvre-Bernini-analisiAntonio Canova si trasferì a Roma giovanissimo, dopo i primi successi veneziani, allo scopo di studiare la statuaria dell’antichità classica greca e romana, frequentò anche la scuola di nudo dell’Accademia di Francia.Ville e palazzi romani racchiudevano preziose statue e reperti archeologici, che aristocratici abbienti e  alti prelati della corte papale amavano collezionare. Continua a leggere

Il Ponte dei Sospiri, tra storia e leggenda.

280120142940Quando si parla di Venezia, città bellissima  e ricca di splendidi angoli che non tutti sanno scoprire, il pensiero comune corre solo ad alcuni luoghi famosissimi. Probabilmente non c’è coppia che non abbia mai sognato di passare sotto il ponte del Sospiri, in gondola in compagnia dell’ amato/a. Continua a leggere