LA MISTERIOSA “DOLCE” PANTERA NEGLI STEMMI NOBILIARI VENETI- Venetia, Slovenia, Europa orientale collegate da una leggenda.

MARIA ROSARIA STELLIN JOZKO ŜAVLI
(1) il FILOLOGO ed Adelphi 1990

camposampieroAlcuni nobili casati del Veneto, come ad esempio: la famiglia Balbi, Dolce, Ghirardo, Grego.Gruaro, Loredan, Mosto. Morosini, Padoan, Pisani, Sanudo, Trevisan, Zane, Zen e altre, portano nei loro stemmi una figura araldica chiamata “La Dolce”.
L’origine di tale insolito stemma è molto antica. Il suo nome deriva da una leggenda precristiana diffusa in tutto l’Impero Romano d’Oriente, ed ha per protagonista una mitica pantera. Questo racconto, con lontane radici culturali legate ai “misteri grecie ed egiziani” faceva parte di una raccolta di leggende che avevano per soggetto vari animali,e che vennero successivamente riadattate per illustrare la dottrina cristiana.

famiglia veneziana dei Balbi

famiglia veneziana dei Balbi

L’autore è uno scrittore greco a noi sconosciuto, vissuto ad Alessandria d’Egitto nel II secolo d. C. ed identificato col titolo stesso dell’opera: il Fisiologo (1). Il libro, malgrado i sospettiiniziali, godette subito di una diffusione straordinaria: il testo greco venne tradotto a partire dal V secolo d. C. in etiopico, armeno, siriaco, latino ecc. . Nel Fisiologo la pantera ci viene descritta come amica di tutti gli animali.
Essa, dopo essersi saziata e aver riposato nella sua tana per tre giorni etre noti, si alza ed emette un ruggito fortissimo che viene udito da tutti gli animali, rallegrandoli: solo il drago si spaventa, e si ritira nella sua grotta. La pantera emana dalle sue fauci, insieme alla sua voce un profumo immensamente dolce di aromi che si diffonde ovunque e gli animali annusandolo si sentono fortemente attratti da lei.
In questa storia la Pantera diventa il simbolo della Resurrezione di Cristo, il profumo della sua voce riflette la parola di Dio, che è irresistibile per tutti gli uomini, e il Drago invece, è la personificazione di Satana.

da mostoA Venezia la Pantera sarà soprannominata la Dolce, per la caratteristica appena descritta, entrando a far parte dell’araldica nobiliare veneta, ma con il passre del tempo ci si dimenticherà delle sue origini.
Un importante centro propulsore del messaggio cristiano fu Aquileia, da qui il cristianesimo si diffuse, sia nel territorio delle Alpi orientali, – dove dopo il tramonto dell’Impero romano sorse attorno al 600 il Ducato sloveno di Carantania – sia nella Venetia, dove ebbe origine la Serenissima Veneta Repubblica.
La Carantania adottò come simbolo dello stato cristiano, nella bandiera e più tardi nello scudo, la figura della Pantera nera in posizione rampante, su campi bianco. Dal 952 al 1180 la Marca di Verona e gran parte del territorio veneto fecero parte di tale Ducato. Gli smalti in bianco e nero,e l’assunzione del simbolo della Dolce su alcuni stemmi veneti potrebbero essere ascritti proprio a quel periodo.

famiglia dei Dolce

famiglia dei Dolce

Anche nelle Alpi Orientali, dove un tempo sosrse il Norico, sono conservate molte lapidi raffiguranti la pantera, che si ritiene risalgano dal II secolo d. C. in poi ed è probabile che potessero rappresentare già simboli cristiani. Tra queste lapidi la più caratteristica è quella che si trova ancor oggi murata sopra l’entrata principale del Duomo di Santa Maria di Saal, a nord di Klagenfurt inCarinzia. I ducati di Carinzia e Stiria, che derivano entrambi dal precedente ducato di Carantinia, portarono nel XII e XIII mo secolo la pantera nelloro stemma. Nel 1246 il Duca di Stiria ed Austria, Federico II il Bellicoso, diede origine ad una lite per assicurare esclusivamente al suo ducato lo stemma con la Pantera, ma la Corte Regia decise invece che spettasse alla Carinzia, ducato originario, il diritto di avere tale scudo, che venne conservato fino al 1270. La Stiria pertanto, modificò il suo stemma, assumendo quello della pantera bianca su fondo verde, che tuttora conserva. La Dolce veneziana e al pantera carantana, hanno quindi origine dalla stessa leggenda diffusasi nel territorio del Veneto, della Slovenia e di parte dell’Europa Centrale nel medesimo periodo.

MARIA ROSARIA STELLIN JOZKO ŜAVLI
(1) il FILOLOGO ed Adelphi 1990

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...