IN UNA CARTA D’EPOCA CAPIAMO QUELLO CHE TANTI STORICI NON DICONO. VENEZIA FRONTEGGIA IL TURCO.

Le due isole maggiori in possesso dei veneziani nel 1570. In giallo i territori ottomani che le circondano.

Le due isole maggiori in possesso dei veneziani nel 1570. In giallo i territori ottomani che le circondano.

In questi anni, mi è capitato spesso di leggere le opinioni di storici (alcuni di prestigio, altri improvvisati) che spiegano il perché del decadere di Venezia. Molto spesso alcuni la buttano sul politico religioso (Venezia vittima ad esempio della Controriforma, che ne affossò il pensiero libero anima del suo progresso, ormai trasferitosi a nord dell’Europa . che invece a parar mio in fatto di bigottismo era messa peggio di noi) oppure travolta dal secolo dei Lumi e da congiure massoniche. Nulla di tutto questo: Venezia, e altri grandi storici sposano questa tesi, si consumò nello strenuo e impari scontro con l’impero ottomano, di cui la cartina da un’idea fotografica.

I Veneti in pratica furono lasciati soli, dato che molte potenze avevano l’interesse a vederla indebolita. Prima tra tutte, l’Austria, che a inizio ‘700, potenziando i porti di Trieste e Fiume, mirava  a trasformare il Mar Adriatico in un suo cortile.

Nel 1716 l’Austria iniziò una guerra contro il Turco assieme ai Veneti, ma poi trattò la pace separatamente, lasciando i veneziani, che si eran battuti come Leoni (assedio ci Corfù, battaglie navali pesantissime) da soli. Costretti a una pace rovinosa, essi persero i loro residui Domini oltremarini e i relativi traffici. Iniziò per Venezia un suntuoso funerale che durò per tutto il ‘700.

Nel frattempo altre forze nella Terraferma premevano, ma con il mercimonio dello stato veneto tra Austria e Francia, dove il Ladro si accordò prima della rapina col Ricettatore, le industrie del manifatturiero che grazie ad una antica oculata politica economica della Serenissima avevano cominciato a svilupparsi in Terraferma, ebbero uno sviluppo asfittico e rallentato che durò fino a metà del ‘900.

 

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