L’improbabile carriera militare del Casanova e la carriera militar enell’esercito veneto.

Dal vol. Le Trionfanti Armate Venete” di Ennio Concina.

Casanova ritratto dla fratello Francesco, che raggiunse il successo a Parigi come pittore specialista in scene di battaglie.

Casanova ritratto dla fratello Francesco, che raggiunse il successo a Parigi come pittore specialista in scene di battaglie.

Considero il libro dello studioso citato molto serio ed attendibile, nonché piacevolissimo da leggere (il che non guasta per un argomento altrimenti abbastanza “pesante” per i non addetti), per cui direi che possiamo classificare come pura “licenza poetica” l’episodio delle memorie del Casanova, in cui ventenne, “acquista” (dove? Da chi?) il brevetto di ufficiale alfiere di fanteria, si confeziona la sua bella divisa, e se ne parte per la Grecia come scorta su una nave militare.
All’epoca era già difficile accedere al grado di Sergente, bisognava saper leggere e scrivere, ed essere segnalato dal comando, con apposita attestazione. Si chiamava “Formula di Fede” e suonava così:
Attestiamo noi sottoscritti (ufficiali comandanti), col nostro giuramento, e vincolo d’onore, come il soldato, o Caporale N:N: d’ottimi costumi, di onesto parentado (tutte cose di cui tra l’altro il Casanova era privo notoriamente) non ha giammai subito alcuni dei castighi indicati nell’articolo etc… etc…
Poi ogni ulteriore passo (diventare ufficiale vero e proprio col grado di alfiere senza la scuola militare) era difficile: era interdetta agli ex musici (pifferi tamburi e trombette o timballieri del reggimento) e a chi prima fosse stato bettoliere o avesse preso moglie.
La promozione ad alfiere poteva avvenire comunque non prima di dodici anni di servizio, sei dei quali come ufficiale dei “crovati”, quindi impiegato in maniera operativa in azioni di polizia e di pattugliamento molto rischiose. Fermo restando che avevano la precedenza gli allievi della scuola militare di Verona e Zara. Queste scuole furono riformate negli anni 60 del 700, ma esistevano già da prima, probabilmente c’erano anche ai tempi del giovine Casanova. Vi si poteva accedere solo se figli di militari di carriera o nobili di lignaggio (anche di terraferma).
Dal quadro delineato si deduce che era impossibile a un civile, iniziare la carriera militare se non seguendo determinate regole molto ferree, questo anche a garanzia del buon livello professionale degli ufficiali che costituivano l’ossatura su cui si reggeva l’esercito.
Ergo, il Casanova è un simpatico “cacciaballe”.
Milo Boz

foto di Milo Boz Veneto.

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