LA VITTORIA DELLA MARINA AUSTRO VENETA A LISSA, UNA COMPATTEZZA PARTICOLARE DEGLI EQUIPAGGI LA RESE POSSIBILE.

MILLO BOZZOLAN

downloadUna compattezza di lingua e cultura navale, una fratellanza tra etnie (slavofoni, venetofoni ed austriaci) risulterà importantissima nello scontro navale di Lissa nel 1866, dove una flotta veneto-dalmata sotto bandiera austriaca, inferiore in armamento e navi, sconfiggerà la flotta italiana (in realtà sardo-napoletana negli equipaggi) che si dimostrò poco amalgamata.

Vi erano stati i tentativi di sbarco da parte degli italiani a Lissa: a bordo delle loro navi essi avevano dei “fanti da marina”  (indossavano divise curiosamente identiche a quelle dei bersaglieri, tranne che per il colore delle mostrine) pronti ad occupare quella che era una specie di Gibilterra del Mediterraneo, finché il 20 luglio la flotta austriaca non colse quella italiana in un momento di disordine organizzativo.

Le navi italiane non riuscirono nemmeno a schierarsi in formazione di battaglia ( l’ammiraglio Persano, in quel particolare momento, stava abbandonando la sua nave per trasferirsi su un’altra) e gli austriaci, avanzando a cuneo, affondarono  il “Re d’Italia” e la “Palestro“.

lissa16Dopo tale fulgida vittoria venne concessa una medaglia d’oro a Vincenzo Vianello di Pellestrina, timoniere a bordo del “Ferdinand Maximilian” che speronò il “Re d’Italia” . A lui l’Ammiraglio Tegetthoff si rivolse in veneto, nel momento cruciale con un  : “Demoghe dentro, vecio!” nella lingua che era in uso a bordo fino al 1918. Le cronache ci riportano anche il nomignolo del Vianello, detto “el gratòn” … non indaghiamo perché :D. Altra medaglai d’oro fu concessa a Tommaso Penzo da Chioggia. Ai marinai della provincia di Venezia furono concesse ben 43 medaglie d’argento, 4 a quelli di rovigo, 6 a quelli di Udine.Constantine_Volanakis_Naval_battle_at_Lissa

A memoria dell’avvenimento l’Austria fece erigere un monumento celebrativo a Lissa: un bel leone addormentato e sotto di esso i nomi dei caduti. Con l’occupazione italiana dopo la Grande Guerra, il bel leone fu “catturato” e la Domenica del Corriere dedicò una tavola all’avvenimento, quasi fosse una gloriosa rivalsa, mentre fu un’offesa a quei morti e a quegli Eroi che meritavano solo rispetto. Lo si inviò alla Accademia Navale di Livorno, e lì rimane, nascosto al pubblico tanto che non è possibile portare neanche un mazzo di fiori alla memoria dei caduti. Infatti facemmo domanda in tal senso, con altri amici veneti, al Comando e dopo mesi ci risposero picche.

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...